CASALMAGGIORE — Tutelare l’ambiente in cui viviamo si può partendo anche dalle piccole cose, persino dai pannolini dei bambini. Seguendo questa filosofia di fondo, il gruppo di acquisto solidale Gas.alasco — in forte espansione avendo raggiunto in questi giorni le 80 famiglie iscritte — non solo comincerà a distribuire alle mamme pannolini biodegradabili al 100%,maè deciso a chiedere pure un contributo ai Comuni. «Il comune di Colorno da già un contributo per i pannolini lavabili e il nostro territorio?», domandano gli organizzatori che lanciano un appello «ai Comuni virtuosi dell’Oglio Po e alle mamme ecologiche». «Ogni giorno in Italia—si legge sul Blog del Gasalasco (gasalasco.blogspot.com)— si consumano ben 6 milioni di pannolini usa e getta composti per lo più di materiali inerti, non biodegradabili, derivati dal petrolio e nella maggior parte dei casi inviati a discarica o inceneritori, i pannolini monouso inquinano pesantemente ».
Ma il costo, oltre che ambientale, secondo Gas.alasco è anche economico. «La scelta dei monouso tradizionali grava non poco sul bilancio delle famiglie: le alternative sono essenzialmente due: i pannolini in versione lavabile oppure gli usa e getta fatti con materiali biodegradabili. A fronte di questo problema il Gasalasco metterà a disposizione di tutte le mammedell’Oglio-Po i pannoloni biodegradabili e quindi compostabili nell’umido della ditta WIP Spa (che collabora con molti gruppi di acquisto). Questo tipo di pannolino è di produzione italiana e l’unico in Europa riconosciuto come totalmente compostabile». Ma c’è anche la richiesta ai Comuni. «In Italia sono ormai centinaia quelli che in vari modi incentivano con un contributo l’acquisto di pannoloni lavabili o biodegradabili, Quindi chiediamo a tutti i Comuni del nostro territorio di introdurre un incentivo in denaro per tutte le mamme riciclone che acquistano o acquisteranno i pannoloni biodegradabili.
Meno pannolini, meno inceneritori ». Una ulteriore istanza agli enti locali è che si facciano portatori presso la Casalasca Servizi Spa —di cui sono i principali azionisti —dell’esigenza di accettare i pannolini bio, forniti di un apposito marchio, nei secchielli per la raccolta dell’umido. (m.baz.)
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