di Mariagrazia Teschi
CREMONA — A trent’anni esatti dalla sua prima edizione (era il dicembre 1981) vede di nuovo la luce il volume di Luciano Dacquati Pescherìa Minüüda, esaurito ormai da anni. Da sabato 10 dicembre una delle fatiche dell’indimenticato dac sarà di nuovo a disposizione di tutti i cremonesi appassionati di tradizione e dialetto, distribuito nelle edicole in allegato al giornale. Nel nostro dialetto il termine Pescherìa Minüüda definiva quelle torme di bambini, dai piccolissimi ai più grandicelli, che si incontravano numerose, vocianti e birichine, nelle aie delle grandi cascine, nelle piazze, nelle strade, nei cortili. Ogni famiglia delle cascine, allora, aveva tanti bambini, fino a sette o otto. Letteralmente, però, Pescherìa Minüüda, è il pesce piccolo, quello che veniva pescato con il bilancino e venduto la mattina presto da uomini e donne che giravano in bicicletta per le strade gridando: donne, pesce fresco!!
Questo volume, dunque, come i due che lo hanno preceduto (Parlàa Nustràan, 1979 e Ròbe de na vòolta, 1980) e i tanti che l’hanno seguito (ricordo qui soltanto La Sapièensa de Cremùna, uscito postumo in occasione del Natale 2010) è un compendio delle tradizioni della nostra gente, nello specifico un omaggio al mondo dei più piccoli: filastrocche, tiritere, cantilene, conte, giochi, canzonette, indovinelli, scioglilingua, soprannomi. Insomma, tutto quel bagaglio che i piccoli imparavano dentro e fuori dalle mura domestiche, quando la tecnologia era ancora lontanissima ma erano la fantasia, la voglia di stare insieme, la spontaneità a dominare il mondo dell’infanzia. Un tempo, spinti dalla necessità, i piccoli erano costretti a inventare, diventando essi stessi i protagonisti del gioco al quale imponevano le loro regole. Il materiale raccolto nel libro è stato interamente inviato dagli ascoltatori del Cantòon del dialèt, la fortunatissima trasmissione radiofonica in onda sulle frequenze di Radiocremona per ben cinque anni. Molti di quei fogli sparsi, di quelle poche righe giunte per lettera, o per telefono, o durante gli incontri coi lettori al giornale (Dacquati diresse «La Provincia» fra il 1982 e il 1986) rischiavano di andare perduti. Così sono diventati un libro, Pescherìa Minüüda appunto, dai contenuti oggi ancora validissimi e che certamente incontrerà i favori dei bambini e degli ex bambini.
Ci sono parti serie, ma anche altre divertentissime (come nel capitolo che riguarda le prese in giro, o in quello dei soprannomi). Se avete bambini, perché non provare ad insegnare loro i giochi di una volta? O a raccontare divertenti storielle? O a calmare i loro capricci con qualche bella cantilena? Anche in questo modo, facendo rivivere il patrimonio che i nostri vecchi ci hanno tramandato, potremo contribuire a conservarlo, a mantenerne la memoria, a scongiurarne l’oblio. La nuova edizione di Pescherìa Minüüda esce con il prezioso supporto di Nazarena Dacquati, che ha disegnato le bellissime tavole illustrate, contribuendo a dare al libro un tocco in più. ● Pescherìa Minüuda sarà in vendita da sabato 10 dicembre al prezzo di 7,80 euro cui va aggiunto il costo del quotidiano. Il volume sarà inoltre offerto in omaggio a tutti gli abbonati al giornale «La Provincia » © RIPRODUZIONE RISERVATA