LaProvinciadiCremona/ Il Punto/

‘Volanti’ a secco, non le auto blu


Sicurezza, lotta alla criminalità e ordine pubblico hanno grande importanza per i cittadini di uno Stato moderno e da sempre rivestono un aspetto fondamentale per il centrodestra che in campagna elettorale ne fa una bandiera. Gli impegni che il governo Berlusconi ha assunto con i cittadini nel 2008 oggi vengono traditi dalla drastica riduzione dei finanziamenti alle forze di polizia. Quei proclami suonano come una beffa. La strombazzata guerra al crimine appare pure propaganda quando si negano agli agenti gli strumenti indispensabili per un’efficace azione di contrasto. Chissà se qualcuno nell’esecutivo, oltre al ministro degli Interni Maroni, è arrossito davanti alle manifestazioni di protesta inscenate martedì in tutta Italia dalle forze di polizia sprovviste anche dei soldi per il carburante dei mezzi di servizio. Sconcerto, indignazione e vergogna sono i sentimenti che suscitano le immagini dei sit-in dei poliziotti costretti a chiedere la carità ai cittadini per fare il pieno e per acquistare i pezzi di ricambio delle auto. E’ un fatto senza precedenti che mina la fiducia nelle istituzioni e incrina ulteriormente l’immagine dell’Italia all’estero.

La legge di stabilità riduce di 60 milioni di euro i finanziamenti destinati nei prossimi due anni a polizia e carabinieri che non potranno più acquistare nemmeno le divise. Spariscono i soldi per la benzina delle ‘volanti’, non quelli per le auto blu, come sottolinea il volantino distribuito dagli agenti di fronte alla prefettura di Cremona. Le voraci ammiraglie del Pirellone e anche quelle in dotazione agli enti locali potranno continuare a scorrazzare sulle nostre strade. Non correrà il rischio di restare a secco e potrà arrivare ancora sgommando fin sotto la Bertazzola col lampeggiante acceso l’ineffabile commissario della Lega Nord Raffaele Volpi quando verrà a comunicare al sindaco l’espulsione dal Carroccio dei due assessori eretici. Con che faccia si presenterà qui, col suo autista, dopo che un paio di agenti cremonesi che tornavano da una trasferta di lavoro in Toscana hanno dovuto pagare di tasca propria il rifornimento perché la benzina ricevuta dai colleghi del posto non bastava per rientrare? L’Italia dei privilegi (e degli sprechi) è trasversale, come ci insegna il presidente delle Regione Liguria, Claudio Burlando, che ha presentato ricorso alla Corte costituzionale contro il limite di 1.600 cc per le auto blu, imposto dalla manovra finanziaria. Non si preoccupa di quanto sia impopolare quest’azione promossa dalla sua giunta, l’ex ministro del Pd che peggiora la situazione con una lettera al ministro delle Finanze nella quale lo invita a occuparsi di cose serie. Come se non lo fossero. Le auto blu sono un’odiosa appendice di politici e funzionari pubblici che le utilizzano per certificare il loro status, non perché ne abbiano un’effettiva necessità. Maxi vetture sono garantite a un esercito di persone che non svolgono compiti essenziali. Gigantesche Mercedes, Bmw e Audi sfuggono ai tagli di Tremonti, non agli occhi della gente. Che vede, giudica ed è sempre meno incline a tollerare abusi di ogni genere. Si moltiplicano i segnali di insofferenza verso la casta che stenta a comprendere e ancor più a cambiare. Proprio perché restia a rinunciare a privilegi che considera diritti, la politica allarga progressivamente il fossato che la divide della gente. L’Italia dei valori ha presentato al consiglio provinciale di Cremona una mozione che propone di tagliare le auto blu per destinare la quota risparmiata alle forze di polizia. E’ un’iniziativa ispirata al buon senso, realizzabile e concreta, che ha ottime probabilità di essere respinta. Finirà nella carta straccia come la mozione dell’Idv al Pirellone per abolire gli scandalosi rimborsi spese, pari a 51.600 euro l’anno, agli esponenti di spicco del consiglio regionale che rinunciano all’auto di servizio. Sordi alle proteste dei poliziotti, indifferenti al malcontento generale, i signori della politica non capiscono o fingono di non capire. Secondo i dati forniti dai sindacati, in Lombardia mancano 5.000 agenti, la stradale è sotto organico del 45 per cento, la Polfer del 57 per cento e la polizia postale, che deve presidiare la frontiera dei nuovi crimini informatici, addirittura dell’80 per cento. Per il blocco del turn-over, viene assunto un solo agente ogni 15 che lasciano i ruoli e l’età media si sta alzando, riducendo l’efficienza del servizio. Manca il personale per sorvegliare stazioni ferroviarie e aeroporti. Ma non sono mancati i soldi per costruire un faraonico quanto inutile eliporto nella nuova sede della Regione.

 
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