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Subito treni puntuali per Milano, la strada sud può attendere


La giunta comunale di Cremona, il sindaco e soprattutto il suo vice si sono mai chiesti perché in più di ottant’anni non sia stato realizzato il progetto della strada sud? Il piano regolatore del 1930 proponeva di racchiudere la città all’interno di una grande circonvallazione. Nel dopoguerra vennero costruite la tangenziale, nuove vie, interi quartieri, ma è rimasto incompiuto l’anello viabilistico concepito da Carlo Gamba, l’ingegnere che predispose quel piano regolatore. Benché la sensibilità ambientale fosse merce rara e le gru simboleggiassero lo sviluppo e il progresso, gli amministratori pubblici erano perplessi sulla realizzazione di un nastro d’asfalto che avrebbe devastato una delle zone cittadine di maggior pregio naturalistico. Si arenò anche l’alternativa proposta nel 1956 e approvata nel 1965 che prevedeva il collegamento diretto tra le vie Portinari del Po e Giuseppina, all’altezza dell’attuale incrocio con viale Concordia. Esito negativo ebbero anche un analogo tentativo nel 1974 e una variante presentata nell’83. Stessa sorte ha avuto il quarto progetto inserito nel piano regolatore del 1999.

La strada sud è tornata d’attualità l’estate scorsa. Il dibattito politico si è infiammato e due comitati, l’uno favorevole e l’altro contrario, hanno duellato a suon di comunicati stampa. Seimila cittadini hanno firmato la petizione contro il progetto. Chiedono uno studio serio sui flussi di traffico, condizione preliminare per avviare la discussione su un progetto non di primaria importanza, di forte impatto sul territorio e forse non giustificato dai flussi di traffico. Pur in assenza di verifiche sull’utilità dell’opera, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Carlo Malvezzi ha cercato di mettere l’esecutivo comunale di fronte al fatto compiuto, bruciando i tempi. La zona sud della città non è al collasso. Se si vuole migliorare la viabilità e la vivibilità di via del Giordano, si possono adottare le semplici soluzioni suggerite dal comitato, che nessuna amministrazione ha finora messo in pratica. Si mormora che per i fautori della strada sud in Comune uno degli argomenti più convincenti siano le lottizzazioni (case, piccole imprese e magari un bel supermercato) che darebbero valore aggiunto all’intervento urbanistico. È un sospetto, manel dubbio che sia fondato, èmeglio sospendere qualsiasi decisione. Anche il danno al territorio causato da quell’opera motiva l’atteso pronunciamento del sindaco che su una questione tanto delicata non può limitarsi a svolgere una semplice funzione notarile. L’Amministrazione comunale ha il compito di indirizzare lo sviluppo infrastrutturale della città, indicando con chiarezza quali sono gli interventi prioritari e impegnandosi per raggiungerli. Occorre che lo faccia soprattutto ora che la crisi economica e finanziaria impone di fare delle scelte. Rispetto alla realizzazione del terzo ponte sul Po e alla costruzione dell’autostrada Cremona-Mantova, è molto più urgente rilanciare la ferrovia per Milano. Il capoluogo lombardo si dovrebbe raggiungere in 40 minuti anziché in un’ora e mezza, se tutto va bene, viaggiando su treni da terzo mondo. Cremona trarrebbe benefici enormi dal miglioramento della tratta per Milano. Si potrebbe arrestare il calo demografico, una delle cause del declino provinciale e gli investimenti nel Sud Lombardia potrebbero risultare più allettanti. Il rilancio della linea ferroviaria per Milano dipende solo in parte dalla volontà e dall’impegno economico degli enti locali. Le risorse da stanziare sono ingenti, perciò non bisogna disperderle. Anche le energie umane da impiegare sono enormi e vanno concentrate in una sola direzione. Econta soprattutto la volontà politica che finora è mancata. Solo la stampa ascolta i pendolari che quasi ogni giorno lamentano ritardi e condizioni di viaggio disumane. Sembra una battaglia persa, ma non lo è. La situazione cambierà quando i politici, locali e regionali, capiranno che prestare ascolto alle rivendicazioni dei ‘martiri’ dei treni non significa rincorrere il consenso di qualche migliaio di elettorimacreare i presupposti per il rilancio infrastrutturale dell’intera provincia. Riqualificazione della Paullese e rilancio della ferrovia per Milano sono i due interventi più urgenti per un’Amministrazione che guarda al futuro e progetta lo sviluppo del territorio. Poi si penserà alla navigazione fluviale. Strada sud e terzo ponte possono attendere.

 
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