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Perri come Gulliver: circondato da lillipuziani


di Vittoriano Zanolli
Cambiano i personaggi, non la commedia. Torna nell’ombra il coordinatore del Pdl Mino Jotta ed entrano in scena i suoi emuli. All’ennesima puntata della telenovela sulle nomine nelle aziende partecipate dal Comune di Cremona, ci assale un dubbio: alla stragrande maggioranza dei cittadini interessa che la confermadi Franco Albertoni al vertice dell’Aem sia sgradita ai leghisti e agli ex di Forza Italia? Le rimostranze sarebbero giustificate e condivise se il presidente uscente e rientrante avesse amministrato male o fosse indagato per un reato qualsiasi. Invece 13 consiglieri comunali del centrodestra sollevano un falso problema: criticano il sindaco che li ha esclusi dalla corsa alla poltrona e che in quel posto rimette Albertoni, uomo del Pd. C’è già chi applica a Perri il teorema berlusconiano: il sindaco è un comunista, avendo nominato un ex comunista.

La logica della spartizione, applicata con scientifica precisione nella Prima Repubblica, sopravvive ai partiti e alle persone e resiste coriacea a qualsiasi riforma elettorale e istituzionale. Oreste Perri è un marziano in questo sistema politico: non accetta compromessi, rivendica la sua autonomia e usa il criterio della competenza e della professionalità nella nomina delle persone nei ruoli chiave del Comune e delle aziende controllate. A Roma non resisterebbe un giorno. Il pietoso spettacolo che siamo costretti a vedere a Cremona è speculare alla pessima rappresentazione del Governo che costringe il parlamento a lavorare sul processo lungo e su altre amenità mentre il Paese è bersaglio della finanza internazionale e scivola verso il baratro che ha inghiottito la Grecia. Si discute della legittimità del trasferimento dei ministeri al Nord quando i problemi sono ben altri: urge la riforma fiscale e servono interventi immediati che possano favorire la ripresa economica, dopo la pesantissima manovra approvata dal parlamento per sistemare i conti dello Stato. Altrettanto inconcepibile è che la vita politica cremonese e quella cremasca siano monopolizzate dal tormentone delle nomine, come se non ci fossero argomenti più seri dei quali occuparsi. Ed è paradossale che le divisioni generate da questa controversia sollevino venti di crisi. I nemici interni di Perri saranno tanto irresponsabili da affossare la coalizione? Se il centrodestra naufragasse, buona parte dell’elettorato si allontanerebbe da partiti che chiudono anzitempo una tornata amministrativa per una pura questione di potere. Il sindaco, invece, guadagnerebbe popolarità e si rafforzerebbe per la sua coerenza e per avere impedito l’assalto alla diligenza delle aziende partecipate. Scaturisce da queste valutazioni l’ipotesi di un ‘listone Perri’ che sotto la guida della figura oggi più rappresentativa a Cremona potrebbe coagulare tutte le forze politiche disposte a collaborare a un progetto di sviluppo della città. Un progetto visto con malcelato interesse dal dominus del centrosinistra, Luciano Pizzetti, che l’ex campione di canoa considera l’unico politico di razza presente in provincia. A Cremona e a Crema si litiga sulle composizioni dei consigli d’amministrazione senza spendere una parola sulla gestione economica e sui programmi di sviluppo delle società partecipate o controllate dai Comuni. Conta solo l’occupazione dei posti, costi quel che costi. Intanto a Cremona il biglietto degli autobus rincara e il servizio dei trasporti urbani non migliora. Gli industriali propongono di creare un polo di sviluppo alla Tencara di Pizzighettone e nessuno fiata. Il direttore di Aemcom Gerardo Paloschi lancia l’idea di aprire il territorio provinciale alle aziende digitali, il prorettore del Polo cremonese del Politecnico di Milano Gianni Ferretti si dice entusiasta e dal silenzio generale della politica esce solo la voce dell’assessore Maria Vittoria Ceraso. Non una parola da chi strepita per la nomina di Albertoni. Nessuna proposta, nessun programma, nessuna idea. Solo pretese. Questa telenovela ha avuto l’unico pregio di aprire un confronto tra i protagonisti della politica cremonese e di svelare la dimensione di ciascun attore: Perri,come Gulliver, appare sempre più circondato da lillipuziani.

 
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