LaProvinciadiCremona/ Il Punto/

Pene certe e severe, così si riforma lo Stato


Mercoledì sera un’anziana è stata aggredita, picchiata e rapinata in casa a Crema. La vittima ha avuto un infarto causato dallo choc emotivo. Il giorno dopo a Olmeneta un uomo è rimasto in balìa dei rapinatori penetrati in casa per derubarlo mentre dormiva. Venerdì mattina a Cremona un falso postino ha puntato una pistola contro una badante e sotto la minaccia dell’arma si è fatto consegnare spiccioli e qualche gioiello. Gli autori dei tre colpi non hanno ancora un volto né unnome e chissà se mai li avranno. Oltre a essere particolarmente odiose perché colpiscono persone deboli, queste azioni raramente vengono punite. Gli autori sfuggono perlopiù alle indagini e la sostanziale impunità che accompagna questi reati favorisce la loro diffusione. Ai tre episodi elencati, accaduti in rapida sequenza da un capo all’altro della provincia, bisogna aggiungerne altri meno gravi, ma non meno preoccupanti. Non era mai accaduto da queste parti che un gruppo di immigrati nordafricani osasse intralciare i carabinieri impegnati nell’arresto di un marocchino sedicenne, affidato ai servizi sociali del Comune di Crema.

Sembra che i malviventi comuni, consapevoli degli scarsi rischi che corrono, abbiano alzato il tiro: non si limitano a compiere atti contro il patrimonio, ma attaccano direttamente le persone. Donne e anziani sono i più esposti, qui come a Milano dove ancora non si è spenta l’indignazione per lo scippo di Alessandra Galdabini, finita in coma per la caduta dalla bicicletta. Ma c’è una differenza di fondo: una provincia come la nostra, che non brilla per iniziative imprenditoriali né per vivacità culturale, ha sempre beneficiato di un buon livello di sicurezza e di una relativa tranquillità, due elementi essenziali per la qualità della vita. Se la provincia e i piccoli Comuni diventano porto franco per bande di immigrati, truffatori, rapinatori e gente che vive di espedienti, come già lo sono le grosse città e le aree metropolitane, la vita in queste zone diventa meno attrattiva. Il lavoro non c’è, l’aria è inquinata e i trasporti non funzionano; perché si dovrebbe vivere a Cremona se viene a mancare anche la sicurezza? Tra i fattori che determinano il peggioramento della qualità della vita, la percezione dell’insicurezza pesa più dell’aumento delle tasse e della diminuzione della capacità di spesa. E’ naturale che il moltiplicarsi di furti, rapine in casa e truffe registrato in questi giorni crei allarme tra la gente. Viene spontaneo chiedersi se la recrudescenza della microcriminalità sia una conseguenza della crisi economica o il riflesso del disagio sociale provocato da un’immigrazione che non porta lavoratori ma delinquenti senza scrupoli che nel nostro Paese agiscono impuniti. Ieri, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente della Corte d’Appello Giorgio Santacroce ha parlato di Roma come di una provincia da romanzo criminale per i numerosi fatti di sangue verificatisi negli ultimi mesi.

Oltre trenta omicidi hanno insanguinato la Capitale e l’hinterland dall’inizio del 2010, senza contare le gambizzazioni e i regolamenti di conti. Anche i reati contro la Pubblica amministrazione sono in pauroso aumento, pare per effetto della prescrizione dei processi per corruzione. Il quadro generale è sconfortante, per di più aggravato dalla disastrosa situazione in cui versano le carceri. E’ vero, come ammonisce il ministro Paola Severino, che dalla condizione degli istituti di pena si misura il livello di civiltà di un Paese, anche perché lo Stato non ripaga con la vendetta, ma vince la lotta alla microcriminalità con il diritto e l’applicazione scrupolosa di regole e leggi. Questo è il modo migliore per dimostrare ai criminali l’intima diversità tra la legalità della nostra democrazia e ogni forma di intollerabile arbitrio. Tuttavia questi principi fondanti della nostra società ed essenziali alla civile convivenza non si possono affermare in assenza di pene severe e certe. Uno Stato forte e credibile non deve solo garantire condizioni di vita dignitose ai detenuti, ma deve preliminarmente assicurare alla giustizia gli autori dei reati. Preoccupiamoci di catturare e condannare chi delinque non meno di quanto ci si cura delle condizioni delle carceri. La mano pesante è auspicabile tanto nei confronti della malavita organizzata quanto verso la microcriminalità che oggi dilaga anche in provincia. Assegnare più mezzi alle forze di polizia per potenziare le azioni di contrasto, eventualmente inasprire le pene o almeno applicarle senza sconti è il minimo che si possa fare per evitare che la situazione sfugga di mano. Dopo le stucchevoli polemiche dei tassisti e dei farmacisti, iniziamo a parlare di argomenti seri se davvero vogliamo riformare lo Stato.

 
Turismo&gastronomia        Iniziative editoriali

Il 12enne Folcioni mago del piano

Riprese: Marinoni

            I l   S o n d a g g i o
I sondaggi del nostro sito non hanno valore statistico, sono aperti a tutti ed hanno il solo scopo di permettere di esprimere opinioni

Tra le ipotesi al vaglio del ministero della Pubblica amministrazione e dell’Interno, in tema di revisione della spesa pubblica, rientra quella di accorpamento delle Province di Cremona e Lodi. E' un'idea che ti trova d'accordo?

Mostra i risultati

Polpacci&Nuvole
Appunti di un cronista (non sempre) sportivo
La nostra storia
Le radici e il corso degli eventi

videos