Oggi i locali della Villa Dati ospitano ancora gli uffici comunali e, dal 2005, anche la sede della biblioteca dedicata a Fiorino Soldi, giornalista e scrittore molto legato a Cella (fu anche direttore de La Provincia; all’interno del complesso architettonico si trova anche l’asilo nido interaziendale, l’ambulatorio, uno studio professionale ed una filiale della Cassa Padana.
Cella può vantare di aver ospitato il secolo scorso due protagonisti del Risorgimento italiano: Vittorio Emanuele II di Savoia e Garibaldi, i due protagonisti indiscussi dell’Unità del Paese. Una lapide murata sotto i portici della Villa riporta la testimonianza del passaggio a Cella di Vittorio Emanuele, nel luglio del 1848 (anno fondamentale per il Risorgimento con i moti e la Cinque Giornate di Milano e la Prima Guerra di Indipendenza contro l’Austria). L’iscrizione riporta quanto segue: ‘Ricorderanno i posteri che nelle nefaste giornate del luglio 1848 Vittorio Emanuele di Savoia con insigne e nobile sacrificio di sé e dei suoi nel disuguale conflitto, reduce dai fortunosi campi di battaglia, veniva albergando in Cella Dati (...)’, come si sa in questo primo conflitto i ‘campi’ n on furono poi così fortunosi. Nel 1859 a Cella passarono le truppe piemontesi dirette verso Solferino: in quell’occasione Garibaldi e tutto lo stato maggiore piemontese pernottarono nella Villa.
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