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Un cremonese alla corte di Bisanzio


Fu storico, polemista e letterato, una figura chiave dell’alto medioevo, una fonte inesauribile per conoscere i costumi italiani, germanici e bizantini della sua epoca. Liutprando, passa alla storia come ‘da Cremona’ma forse nasce a Pavia, il suo cognome lo deriva dalla nomina a vescovo di Cremona nel 961. Liutprando è una figura particolare di uomo politico, letterato, uomo di chiesa. Molto probabilmente di origine longobarda (come testimonia il suo stesso nome), perde ben presto il padre e il patrigno lo manda alla corte di Ugo di Provenza. Liutprando si distingue immediatamente per le sue doti, anche quelle canore e il re gli fa intraprendere la carriera ecclesiastica. MortoGuido anche Berengario II tiene in grande considerazione il giovane sacerdote, tant’è che lo manda in missione diplomatica alla corte di Bisanzio, dove è imperatore Costantino IV.

Ma quando ritorna da Costantinopoli accade qualcosa tra Liutprando e il suo signore che le cronache però non rivelano. Il rapporto si rompe, tant’è che Liutprando deve fuggire in Germania, presso la corte dell’imperatore Ottone I. Liutprando con rabbia scrive ‘La resa dei conti’ o ‘La restituzione’, l’opera è una sorta di invettiva contro Berengario II, re d’Italia, e sua moglie. E’ un’opera forte, alcuni studiosi la definiscono ‘livorosa’ dove Liutprando si sfoga e attacca Berengario. La sua amicizia con Ottone è sempre più salda, il prelato lo segue nei suoi viaggi in Italia e in quello del 961 l’imperatore lo nomina vescovo di Cremona. Una carica importante, la città è in piena espansione. Nel libro ‘Sulle gesta dell’imperatore Ottone’ parla bene del suo interlocutore, l’imperatore, appunto, ne magnifica la sua azione politica e di governo di mezza Europa. Nel 968 Ottone manda ‘il cremonese’ in missione diplomatica ancora una volta a Bisanzio. Missione delicata: il basileus Niceforo Foca è ostile a Ottone che mira ai possedimenti bizantini in Italia. Liutprando non ama la corte di Costantinopoli nella sua ‘Storia dell’ambasceria a Costantanipoli’ se la prende con gli imperatori, gli intrighi della corte, i costumi, la diplomazia bizantini. Ma il suo destino è strettamente legato a questa metropoli del mondo allora conosciuto. Ottone nel 971 lo rispedisce a Bisanzio con un incarico ancora più delicato: deve scortare una principessa che andrà in sposa a Ottone II, figlio di Ottone I. Ma Liutprando non si conoscono le circostanze muore durante il viaggio di ritorno. Del vescovo di Cremona dunque rimangono le sue tre opere, che come si diceva, sono una fonte importantissima per conoscere il mondo della sua epoca.
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Fulvio Stumpo