di Fulvio Stumpo
«Regnando illustre e di umani intendimenti, per trent’anni la felicità si diffuse in tutta in tutta l’Italia». Così giudica il regno di Teodorico, re degliOstrogoti, l’Anomimo Valesiano, una ‘fonte’ una delle poche della tarda antichità, che riportano Cremona (la raccolta di frammenti è chiamata così dal suo curatore, Enrico Valois del 1636).
L’Anonimo infatti racconta delle guerra tra Teodorico e Odoacre, il generale sciro, che depose l’ultimo imperatore romano Romolo Augustolo nel 476. Una delle battaglie decisive combattute tra i due ‘barbari’ per la conquista dell’Italia avviene dalle parti di Cremona, non solo: l’Anonimo attesta che Odoacre si accampò in città con il suo esercito. La città è ancora una delle più munite dell’alta Italia, per secoli, assieme a Piacenza era stata la sentinella sul Po degli interessi della Repubblica prima e dell’Impero dopo. Odoacre dunque si insedia in Italia, non osa proclamarsi ‘imperatore’ e governa come ‘patrizio’ con la benedizione dell’imperatore di Oriente Zenone. Ma l’idillio dura poco e Zenone manda Teodorico e i suoi ostrogoti in occidente per riconquistarlo. Il primo scontro è sull’Isonzo, poi Odoacre pressato da Toedorico si ritira con ordine a inizia a passare (secondo l’Anonimo) tra Ravenna e Faenza.
Il rugio si organizza e scatena un’offensiva, entra nel Cremonese e ha come obiettivo Milano e la capitale di Teodorico, Pavia, e da alcune ricostruzioni storiche sembra proprio che riesca a conquistare almeno Cremona. Recita infatti l’Anonimo: «Sotto il consolato (di Fausto e Longino ndr) il reOdoacre uscì da Cremona dirigendosi verso Milano».Aquesto punto le cose si ingarbugliano, le fonti non sono chiare l’Anonimo racconta che «Allora i Visigoti vennero in aiuto a Teodorico e si combatte lungo l’Adda, e perì gente dell’una e dell’altra fazione». I due re dunque si scontrano sull’Adda, in gioco c’è il potere dell’Italia, e, almeno teoricamente, il controllo dell’Impero d’Occidente, ma sull’Adda dove?.
Storici e archeologi si sono arrovellati per secoli ma, sembra venirne a capo. Secondo alcune ricostruzioni la battaglia si sarebbe svolta in una località non ben precisata dell’alto Adda, fuori dai confini cremonesi. Ma secondo altri, e forse è la teoria più probabile, la battaglia si combatte dalle parti di Pizzighettone, dove Odoacre tenta di resistere, lo farebbe pensare anche la sua ritirata. Nella battaglia sull’Adda l’esercito di Odoacre viene sconfitto, e il re «corse a rifugiarsi a Ravenna — scrive l’Anonimo — e il patrizio Todorico lo inseguì immediatamente e, ponendo il campo nella Pineta».
La ritirata di Odoacre a Ravenna dunque fa pensare che la battaglia si sia combattuta più vicina a Cremona di quanto si possa credere, anche se mancano le prove archeologiche e documentarie.
La curiosità
La fine che fanno i due condottieri è cosa nota: meno leggendaria (ma anch’essa incerta) quella di Odoacre, raccontata e cantata a fosche tinte da poeti e scrittori quella di Teodorico. Odoacre sarebbe morto per mano del re ostrogoto, due le versioni. La prima racconta che dopo la sconfitta presso la Pineta di Ravenna Odoacre viene fatto prigioniero, ma Teodorico scopre una congiura e così lo uccide di suamano. La seconda, più fantasiosa, spiega che il re ostrogoto offre a Teodorico la sua amicizia e lo invita a pranzo,mauna volta seduto lo fa uccidere da un sicario a tradimento.
Ma a Teodorico non andò meglio, anzi, i racconti sugli ultimi anni della sua vita sono foschi e descrivono un re ormai incattivito, sospettoso di tutti, anche degli amici più fidati. La leggenda della sua morte lo vuole caduto nel vesuvio eruttante mentre in groppa al suo cavallo insegue una bellissima cerva.