1860 Carlo Bossoil 'Vercelli. L'esercito francese che passa la Sesia'
di Simone Biazzi
Nel 1860 la popolazione di Bonemerse e la Guardia Nazionale locale rischiarono di entrare in pesante conflitto con l’esercito francese perché un soldato transalpino venne ferito gravemente dopo una lite con gli abitanti nel cuore del paese. Nicola Bricourt, dopo essersi ubriacato insieme a un altro soldato, ebbe uno screzio con la folla e la Guardia Nazionale decise di arrestarlo: il militare straniero tentò di fuggire ma fu colpito alla testa da una violenta bastonata sferrata da un contadino. Il singolare episodio, oggetto degli studi dello storico e vice sindaco di Persico Dosimo Fabrizio Superti, avvenne l’8 aprile, nel giorno di Pasqua. I soldati francesi in quel periodo erano accasermati nell’antico monastero di San Domenico a Cremona, in piazza Roma, presenti sul territorio come l’esercito ‘liberatore’ pronto a tutelare gli italiani da un eventuale ritorno degli austriaci. Una loro pattuglia giunse a Bonemerse per effettuare un normale controllo nelle campagne intorno alla città. Bricourt e l’altro soldato, secondo la ricostruzione di Superti, entrarono nel negozio di liquori gestito da Carolina Bolzoni e alzarono un po’ troppo il gomito, fino a ubriacarsi e a diventare molesti.
Cominciarono a mostrare irrequietezza e ad infastidire gli altri clienti, al punto di minacciarli con i fucili e costringendoli a uscire dal locale. La lite vera e propria, però, esplose nella piazza della chiesa, dove pochi minuti prima si erano riuniti decine di abitanti, appena usciti dalla parrocchiale dopo aver partecipato alle celebrazioni pasquali. I due soldati francesi, sempre secondo la ricostruzione dello studioso, insultarono pesantemente il popolo. A quel punto alcuni esponenti della Guardia Nazionale del paese, una milizia che tra i suoi compiti aveva anche la tutela dell’ordine pubblico, decisero di arrestare i due militari per poi riportarli nella chiesa di San Domenico. Uno dei soldati si fece arrestare senza protestare, mentre Bricourt, che era un fuciliere del 52esimo reggimento della quinta divisione, cominciò a fuggire correndo lungo la strada principale del paese. Lo inseguirono gli esponenti della Guardia Nazionale ma anche numerosi abitanti. Uno di loro, un contadino che lavorava come‘ giornaliero’ alle cosiddette Cà Basse, lo colpì alla testa con un bastone. Il francese cadde a terra e riportò una brutta commozione celebrale. Se la cavò, ma per riprendersi rimase più di 40 giorni all’ospedale di Cremona. Per diversi giorni la popolazione di Bonemerse temette ritorsioni da parte dei francesi, ma alla fine, grazie anche ad un’azione diplomatica dei politici, l’episodio non ebbe conseguenze.
La curiosità
L’episodio avvenuto nel giorno di Pasqua del 1860 impressionò molto la popolazione di Bonemerse, perché i francesi non erano certo visti come i nemici e di conseguenza si temeva che il ferimento di uno dei loro soldati potesse ritorcersi contro gli abitanti del paese. L’apprensione in quei giorni fu reale, tanto da spingere il sindaco Vinceslao Anselmi a prendere carta e penna per scrivere una lettera al questore e alle altre autorità competenti. Nella missiva, secondo le informazioni raccolte dallo storico Fabrizio Superti, il primo cittadino cercò di illustrare nel dettaglio l’episodio minimizzando l’accaduto. La sua mossa non risultò vana, perché l’esercito francese non reagì e non ci furono ripercussioni. Ci fu però un processo a carico del contadino che sferrò la bastonata ferendo il militare transalpino, ma alla fine l’uomo venne assolto per insufficienza di prove. Si chiuse così una vicenda che preoccupò molto la popolazione locale.
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