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La cascina dove è avvenuto lo sciopero dei contadini

La prima protesta contadina nasce nella frazione di Ognissanti nel 1882


di Simone Biazzi
Il primo vero sciopero della storia contadina italiana si sarebbe verificato a Pieve San Giacomo, nella frazione di Ognissanti. Venne indetto il 30 maggio del 1882, quando circa 200 contadini della zona decisero di incrociare le braccia e si riunirono nella cascina dell’agricoltore e allora sindaco Giacomo Soldi per chiedere un aumento del salario, senza ottenere risultati.


A sostenere questa tesi è l’appassionato di storia locale ed ex sindaco di Pieve San Giacomo Dante Fazzi, che ha ricostruito l’episodio nel suo volume intitolato ‘Pieve San Giacomo e la sua storia’. La convinzione di Fazzi va contro quella di chi, nel corso degli anni, ha sostenuto che questo primato fosse da attribuire a Pieve d’Olmi, dove il 23 aprile del 1874, otto anni prima dello sciopero di Ognissanti, si registrò una protesta da parte di un gruppo di lavoratori. «A Pieve d’Olmi nel 1874 molti lavoratori giornalieri si recarono nel municipio a chiedere lavoro — scrive Fazz i—. Ma un conto è un’agitazione di piazza in cerca di lavoro, un altro è un’astensione vera e propria». E questa ‘astensione’ di cui parla l’ex sindaco caratterizzò appunto la protesta del 30 maggio 1882, raccontata anche nel diario scritto dal parroco del tempo, don Gioacchino Bonvicini, che ripercorse alcune fasi di quella giornata convulsa facendo emergere il grande coraggio dei lavoratori, pronti ad abbandonare il lavoro nei campi per cercare di far valere i propri diritti. Gli appunti del sacerdote, infatti, riferiscono di circa 200 contadini provenienti da Pieve San Giacomo, Gazzo, Torre Berteri e Cà de’ Varani riuniti nella frazione di Ognissanti per protestare.


Il gesto, stando ai racconti del parroco, «creò gran trambusto in tutto il circondario e da Cremona era giunto un deputato governativo con carabinieri e soldati a cavallo: non si ottenne nulla». Il malumore del mondo contadino cremonese sfociato poi nello sciopero di Ognissanti, secondo Fazzi, cominciò una quindicina di giorni prima, il 15 maggio del 1882, quando la ‘società operaia democratica mista’, composta da operai e contadini, aveva convocato i soci per festeggiare il dodicesimo anno di attività. In quella occasione, alla presenza delle autorità territoriali, si era posto l’accento sulle problematiche del mondo agricolo, «mettendo in risalto le difficoltà di operare dei contadini al cospetto della classe padronale troppo esigente ». Dopo questo incontro molti contadini del cremonese insorsero, anche perché erano anni difficili, aggravati dalla crisi agraria del 1880, dovuta all’importazione a basso costo dei cereali dagli Stati Uniti. I primi, come si diceva, furono i contadini di Pieve San Giacomo, seguiti nei primi giorni di giugno da quelli di Torre de’ Picenardi, Sospiro, Pescarolo, Cella Dati, Vescovato e Casalbuttano, e intorno alla metà di giugno da quelli di Casalmorano e Formigara.

La curiosità