di Fulvio Stumpo
La campagna cremonese, l’antico Ager Cremonensis, è disseminata da ritrovamenti significativi di epoca romana, anche se non numerosissimi. Ciò è dovuto ai materiali, paglia, fango, mattoni di non eccelsa qualità, con il quale venivano costruite le abitazioni. Alcuni ritrovamenti rivestono un’importanza notevole, altri un po’ meno. Gli archeologi classificano come ‘importanti’ almeno 15 siti, partendo dal sud della provincia: Tornata, Calvatone, Isola Dovarese, Grontardo, Pescarolo, Olmeneta, Robecco d’Oglio,Genivolta, Paderno, Soncino, Corte Madama, Le Valli e Cassacavra a Castelleone, Madignano, Offanengo, Camisano e Palazzo Pignano.
A questi vanno aggiunti numerosi altri ritrovamentimeno significativi, ma che comunque sono sparsi per tutta la provincia: frammenti di ceramica, di armi, di case. Sicuramente però l’Ager Cremonensis era stato sottoposto alla ‘centuriazione’, vale a dire alla suddivisione dei terreni 700 metri per 700. La centuriazione si basava soprattutto su due assi viarii: il cardo massimo e i decumani. Ancora oggi anche questa sistemazione è ben visibile nel territorio cremonese.Matornando ai ritrovamenti archeologici questi vanno suddivisi in specifiche tipologie: case (le antiche villae, famose sono quelle della Senigola di Pescarolo, di Isola Dovarese e di Palazzo Pignano), i vici (stazioni di passaggio attorno alle quali si sviluppava un insediamento, il più famoso è quello di Cavaltone, Bedriacum, riportato anche dalle antiche fonti che raccontano la guerra civile tra Vitellio e Ottone del 69 avanti Cristo, un altro ritrovamento simile è stato scavato a Camisano); tombe (sono la maggiorparte dei ritrovamenti, alcune molto ricche hanno restituito reperti importanti); infine sono state trovate anche due fornaci, una aOlmeneta e un’altra a Gallignano. Per quanto riguarda i vici a Bedriacum si tenevano fiere e mercati, ed era un punto di incontro tra imercanti che giravano per l’impero, non a caso Bedriacum era nata sulla via Postumia, una delle più importanti arterie romane. Un discorso a parte meritano le fornaci, diOlmeneta e Soncino (Gallignano). I due siti erano composti sia dalla parte produttiva si da quella abitativa, venivano realizzati mattoni, pavimenti, vassoi, piatti e altri manufatti prodotti con l’argilla (quelli di Gallignano venivano anche marchiati). Molto probabilmente ‘servivano’ tutto il territorio, visto che oltre a queste due fornaci altre non se ne sono trovate. La presenza romana dunque è rimasta radicata nel Cremonese, lo stesso territorio lo testimonia: basta azzerare i contachilometri delle auto, prendere come punto di partenza una roggia, un filare o un sentiero per accertarsi che fino alla prossima delimitazione ci sono 700 metri: l’antica centuriazione. Alla Senigola (vedi il box) tutto ciò sembra condenzato nella splendida pieve e nella sua storia.
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