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Il 24 agosto del 1540 muore a Casalmaggiore il Parmigianino


Francesco Mazzola detto il Parmigianino con Cremuna ‘l ghe cèentra póoch, ma a Casalmagiùur l’è mòort. L’éera chel pitùur che pitüràava di gràan bèi angelìin ‘n söi sufìt di gràan palàas. L‘è àanca söi libèer. L‘éera fióol e neot de pitùur e lüü pusè bràao de lùur. Dopo aver dipinto per i signori più importanti della sua epoca, proprio quando la sua fama aveva raggiunto i livelli più alti, ha conosciuto l’alchimia e, invasato da quella ossessione, non ebbe altro interesse se non quello di trasformare i metalli in oro.

Scrive di lui il Vasari: «Francesco, finalmente, avendo sempre l’animo a quella sua alchimia, come altri che le impazzano dietro, ed essendo da delicato e gentile, fatto con la barba e chiome lunghe e malconce, quasi un uomo selvatico e un altro da quello che era stato, fu assalito, essendo mal condotto e fatto malinconico e strano, da una febbre grave e da un flusso crudele che in pochi giorni lo fecero passare a miglior vita». L’è mòort a trentasèt àan, e i öltìim li ha fàat a la casìina ‘Ca Rossa’ de Casalmagiùur, a próof al santuari de la Funtàana, èco perché ‘l s’è fàat sutràa lé. Si dice che si sia fatto seppellire in piedi, nudo e con una gran croce di legno di cipresso sul petto. Che giacesse in piedi e nudo è solo un ‘si dice’, della croce «di cipresso sul petto in alto» scrive invece l’abate Giovanni Romani nella sua «Storia di Casalmaggiore». All’interno di detto Santuario c’è una gran lapide che ci racconta:
 

MDXL
SEPOLCRO DEL PITTORE
FRANCESCOMAZZOLA
DALLA TERRA NATALE
DETTO IL PARMIGIANINO
PER NOVITA’ DI CONCETTO
E LEGGIADRIA
DI STILE EMULO
DE’ POCHI SOMMI
DAL CIELO SOLO CONCESSI
ALL’ITALIA
CARLO MARCHETTI
ANTON ENRICO MORTAR
ED ANTONIO VIGLIOLI
PONGONO RIVERENTI
MDCCCXLVI


Sulla strada verso Cremona, poco lontano dal santuario, una seconda targa recita queste parole:


TRADIZIONE VUOLE
CHE IN QUESTA CASA
IL 24 AGOSTO 1540
SIA MORTO
IL PARMIGIANINO
IL COMITATO
PARMENSE PER L’ARTE
Q.M.P. NEL 1954


Ma forse non è vero neppure questo, forse è morto in un’altra cascina ancora nei pressi del Santuario. Il mistero continua. Perché se ne parla ancora? Perché il Parmigianino stesso ha detto di Casalmaggiore ‘terra d’esilio e ultima dimora’ dei suoi ultimi anni. A dispetto degli abitanti di oggi, ben vivi e felici di abitare nella loro vivace città.