di Fulvio Stumpo
Ha vissuto due epoche, ha vissuto due mondi, ma le ha attraversate portandosi sempre dietro, fino al terzo millennio, l’amore per i cavalli e le carrozze, è stato uno degli ultimi conduttori di carri da trasporto trainati da cavalli. Ugo Superti da Cicognolo, classe 1925, è un pezzo dei storia dei trasporti del territorio cremonese. Unoche con i carri trainati dai cavalli ha girato mezza Lombardia e poi con i camion tutta l’Italia del dopoguerra, un Paese ancora senza autostrade, «Dove in alcune zone c’era il rischio che ti assalissero i briganti». Ugo rappresenta un mondo ormai scomparso ma che ha contribuito con grande spirito di sacrificio, ma anche di amore verso questo lavoro, a ricostruire il paese. Superti è oggi un signore di 85 anni che coltiva ancora la sua passione, nella casa cremonese conserva sette splendidi calessi che cura con grande passione e amore. La sua storia inizia con il trasferimento del padre dal comune di Due Miglia (non era ancora Cremona, lo diventerà nel 1920) a Cicognolo: il padre è un ‘menalàt’, trasporta il latte, gira di notte per le cascine, raccoglie il prezioso carico e poi lo trasporta alle latterie. E’ un lavoro duro, fatto di notte, su strade roventi e polverose in estate e ghiacciate di inverno.
Ma Ugo si innamora subito di carrozze, calessi, attacchi e cavalli, da bambino fa il ‘cavalchèt’ (assiste il padre), cura i cavalli, impara a maneggiare attacchi e briglie, a curare i finimenti, a strigliare gli animali, a capire quando stanno bene o stanno male. Questo è il suo mondo e così inizia la sua carriera. Dalla sua prima infanzia inizia a girare la provincia con i carri, arriva fino a Milano (ci volevano quasi quattro giorni), fino in Valtellina. Porta soprattutto grano per i mulini e farina. Si specializza proprio nel trasporto di questi materiali: non c’è cascina della provincia che non conosca: andava a prendere il grano e lo portava al mulino e poi lo riportava in cascina. Mai tempi cambiano, dopo la guerra il trasporto su gomma prende il sopravvento, i camion (anche i ‘reduci’, reperti bellici) iniziano a farla da padrone, per un certo periodo carri e camion vanno di pari passo, ma poi la tecnologia ha il sopravvento. E così Ugo passa a fare il camionista. Gira tutta l’Italia «Su strade impossibili, disastrate dalle intemperie e dalla guerra. Si correvano rischi seri».Ungiorno in una strada nei pressi di Gioia Tauro fu assalito dai ‘briganti’. «Gente mascherata salì sul camion e iniziò a buttare giù la roba ». Manonostante tutto Ugo ama viaggiare e fare questo lavoro, ha in mente di mettersi in proprio, ma un grave incidente glielo impedisce. Deve trovarsi un impiego...sedentario. Ciò non gli ha impedito però di continuare ad amare cavalli e carrozze e di diventare uno dei massimi esperti della provincia in questo settore.
Ugo Superti è fiero della sua magnifica collezione di calessi, nella sua casa ne ha sette: sono una sorta di monumenti alla storia dei trasporti nella provincia. Alcuni pezzi sono stati prestati anche per girare film, da ultimo un attacco ‘ha recitato’ ne ‘La signora delle camelie’. L’85enne cura la sua collezione giornalmente: ingrassa i finimenti con materiali speciali, lucida il legno, protegge le parti metalliche dalla ruggine, spesso inonda perfino i locali dove sono custoditi i calessi per mantenere l’ambiente umido e dunque non far seccare il legno. Del resto sono ‘macchine’ delicate, che sentono l’usura del tempo come pochi altri reperti di altre epoche. «Se non le si vuole perdere bisogna curarle ogni giorno, altrimenti è finita». Superti mantiene con amore (e fatica) un pezzo di mondo cremonese che altrimenti vivrebbe solo nel ricordo.