di Fulvio Stumpo
Il porto di Cremona ha 50 anni. Era stato il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, il 2 ottobre del 1960 ad avviare i lavori. Una giornata entusiasmante per Cremona, che sembrava essere destinata sul serio a diventare il fulcro del sistema idroviario padano, un sogno cullato a lungo, e che se rapportato alla dura realtà odierna si può dire svanito con le prime luci del giorno. Ma il 2 ottobre del 1960 è stata una giornata memorabile, ecco come la Provincia riportava l’avvenimento. «Il Presidente Gronchi si è alzato ed ha premuto la leva dell’apparato elettrico collegato con lamina che doveva esplodere ad indicare l’inizio dei lavori per la costruzione del porto di Cremona.
Erano le 12,49. In quell’istante, un sordo boato ha risuonato al di là del ponte in ferro, è stato ripreso e fatto risuonare dagli echi del fiume,mentre una densa colonna di fumo nero si alzava verso il cielo. La folla commossa ha prorotto in un lungo, entusiastico applauso che si è rinnovato tre o quattro volte. Poi ha avuto inizio la suggestiva sfilata dei natanti. Prima sono passate, vincendo la rapida corrente del fiume le canoe cremonesi che parteciparono alle Olimpiadi, poi numerose altre imbarcazioni a remi, delle società di canottaggio, quindi motoscafi della Società motonautica che presero parte al Raid Pavia Venezia.
Concluso il festoso passaggio delle piccole imbarcazioni, è cominciata la sfilata lenta e maestosa di quelle maggiori, del battello ‘Volta’ tanto noto ai cremonesi, ai possenti mezzi del Magistrato del Po che servono per i grandi lavori per la stabilizzazione dell’alveo padano.
Infine, fra l’entusiasmo crescente della folla che non si stancava di applaudire hanno sfilato davanti al Presidente della Repubblica, mentre le sirene alzavano le loro grida festose, i nuovissimi natanti adibiti regolarmente al trasporto del petrolio grezzo da Venezia alla Raffineria della nostra città: dal ‘Boretto’, ai ‘Graziella M.’, dal ‘Concordia I’, al festeggiatissimo ‘Cremona’ sul cui albero sventolava la bandiera appena offerta dalla città, un grande vessillo grigio rossocrociato».
Protagonista della crociera la cisterna ‘Cremona’ l’ammiraglia della flotta padana cremonese, che era sospinta dal nuovo rimorchiatore ‘Pietro Bortini’, intitolato al tecnico che era morto da qualche mese, vero pioniere della navigazione fluviale. Scrive ancora la Provincia: «Alle 13,25, quando la sfilata pittoresca era quasi compiuta e lo specchio d’acqua antistante il bacino era tutto un brulicare di imbarcazioni di ogni colore e d’ogni dimensione, il Vescovo mons. Bolognini si alzava e pronunciava la formula della benedizione». Ma il porto antico dov’era? Gli storici non hanno parere unanime, anche perchè le antiche fonti depistano citando più volte il porto di ‘Vulpariolo’.
Attualmente la via Vulpariolo è una stradina dalle parti del Canale Navigabile, ma è una denominazione, probabilmente, posticcia e celebrativa: gli amministratori hanno bene pensato di dedicare una strada all’antico porto (o a uno degli antichi porti) di Cremona nella zona portuale, ma non è assolutamente detto che lo scalo commerciale fosse operativo da queste parti. Gualazzini parla di un porto alle porte della città, altri storici lo posizionano addirittura dalle parti di San Daniele, altri ancora adiacente le mura della città nell’attuale zona via Cadore-porta Mosa.