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Distretto VIII. Pizzighettone ‘la capitale dei Celti’


di Fulvio Stumpo
Il capoluogo del ‘Distretto VIII’ era Pizzighettone, una delle cittadine più antiche della provincia, con un territorio ricco di storia: da queste parti romani e galli se le suonarono di santa ragione. Secondo alcuni storici Pizzighettone era l’antica ‘Acerra’, riportata dalle fonti antiche e definita come ‘la capitale dei Celti’.


Verso la metà dell’800 il ‘Distretto VIII’ contava più di 23mila abitanti, suddivisi in 4800 famiglie che abitavano in 1873 case. Pizzighettone aveva 4202 residenti. Del territorio facevano parte 19 comuni con 11 frazioni. Tre soli paesi avevano un proprio consiglio comunale eletto, gli altri erano con ‘convocato’ (vale dire di nomina regia o prefettizia). Avevano lo studio nel capoluogo due avvocati e un notaio, due ingegneri e tre medici, vi lavoravano anche un veterinario e una levatrice. Erano operativi un commissariato regio e la pretura e aveva un comando militare della fortezza, inoltre le caserme della gendarmeria e della finanza e il carcere militare. C’era la posta per la corrispondenza e un ‘cambio posta’ per i cavalli, immancabile la ricevitoria del lotto (che garantiva al governo non poche entrate). Chi era in difficoltà economiche poteva rivolgersi al monte di pietà o all’opera pia ‘San Giuliano’. Ogni giovedì si teneva un mercato frequentato non solo dai cremonesi e il 29 giugno la fiera richiamava gente da tutta la Lombardia. Pizzighettone, si diceva, è uno dei luoghi più antichi e storici della provincia. A prescindere dalle origini romane, (più o meno documentate, ma comunque molto dubbie) è quasi certo si trattasse di Acerra, città celta (difficile trovarla nel toponimo ‘Gera’, come qualcuno sostiene visto che i composti di questa radice richiamano più alla ghiaia del fiume).


A proposito della presunta ‘romanità’ di Pizzighettone un parroco, don Favenza, sosteneva di possedere due iscrizioni romane,maancora sul finire dell’ 800 lo storico Francesco Robolotti non era riuscito a verificarne l’autenticità. La cittadina viene citata più volte nelle antiche carte cremonesi, e compare come fortezza riedificata nel XII secolo durante le guerre comunali: fu baluardo contro i milanesi. La fortezza venne sempre di più ampliata fino a quando Bernabò e Filippo Maria Visconti la fecero diventare una delle più munite della Lombardia (nel 1525 venne imprigionato Francesco I dopo la battaglia di Pavia). In tutte le guerre rinascimentali ebbe un ruolo importante. Tra gli uomini illustri pizzighettonesi figurano tra gli altri Luigi Mazza, scienziato, chimico farmaceutico (a lui è dedicata la casa di riposo).
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La curiosità
Pizzighettone aveva come frazioni e località: Avagli, Belvedere, Ca’ del Bosco, Ca’ del Girolo, Ca’ Magra, Ca’ Nuova, Ca’ del Papa, Cappuccini, Cascinetta, Cascinetto, Cascina Gandolfi, Cascina Guarneri, Cascina Moro, Ceradello, Codognato, Ferse o Ferrie, Fontane, Frigola, Gardizola o Graziola, Gera, Gerola, Guarnera, La Commenda, Lina, Livello, Madonna del Roggione, Mulino del Deserto, Osteria, Piantata, Pirandetto, Pirolo-Mazzo, Piroli- Santini, Ramello, Regona, Ripalta, Ronchi, S.Eusebio di Sopra e di Sotto, S. Giuliano, S.Carlo di Sopra e di Sotto, Tencara, Torrazzi, Valentini e Vallate. Il distretto comprendeva 19 comuni. Ecco come le diciture ottocentesche: Acqua Negra, Annicco, Breda de’ Bugni con Castagnino Secco, Ca’ Nova del Morbasco, Castelnuovo del Zappa Corrado, Cava Tigozzi, Cortetano con Valcarengo, Costa S.Abramo, Crotta d’Adda, Fengo, Grumello con Farfengo, Licengo con Castelletto Anghinore, Luignano, Ossolaro, Paderno con S.Gervasio. Pizzighettone, Polengo con Casarosio, Sesto con Breda e Mezzadri.
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