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La rocca di Soncino

Distretto VII. Soncino, il borgo ricco di storia e di mistero


di Fulvio Stumpo
Fa un certo un effetto leggere che il Distretto VII di Soncino è ‘chiuso tra l’Oglio e le province di Brescia, Bergamo e Crema’. Crema dunque non era...Cremona e il lembo più estremo della provincia era appunto Soncino con il suo ‘Distretto VII’. Un territorio ricco di storia e di misteri dal particolare affresco della Trinità al fantasma di Ezzelino da Romano che si aggirerebbe nella rocca (dove forse fu sepolto).


Il Distretto di Soncino contava quasi 14 mila abitanti, suddivisi in 3000 famiglie che abitavano 1557 case.Agarantire l’istruzione erano 12 maestri elementari. Il territorio era suddiviso in 8 comuni con 8 frazioni, solo due avevano un consiglio comunale elettivo. Oltre al capoluogo formavano il ‘Distretto’ Casaletto con Melotta, Romanengo, Fiesco, Trigolo, Salvirola (che accorpò Albera, Salvirola de’ Gatti e de’ Vassalli e Ronco Todeschino), Ticengo e Cumignano sul Naviglio. Soncino contava 4500 abitanti, con le due frazioni, Gallignano e Isengo, arrivava a 6500. Verso la meta dell’800 erano operative una scuola ‘maggiore’ (una sorta di primitiva scuola media) maschile con tre classi e due femminili elementari. Vantava anche una scuola privata per ‘l’educazione elementare e ginnasiale’ che aveva la sede presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie. In paese lavoravano un notaio, un ingegnere, due agrimensori, un ragioniere, cinque medici, tre farmacisti, due veterinari e tre levatrici. L’ordine pubblico era garantito dalle caserme della Reale Gendarmeria e della Finanza, erano operativi inoltre un ufficio postale, una ricevitoria del lotto e un ‘postale’ per cavalli. Per quanto riguarda la salute importante era l’ospedale (risaliva al 1200) che aveva 30 posti letto per i ‘malati pubblici’ e ben quattro camere per ‘i malati privati’. Assistenza ai bisognosi era garantita anche da un istituto elemosiniere e in quel che modo da un monte di pietà.


Ogni martedì si teneva un mercato che attirava gente non solo dal Cremonese, maanche dal Bresciano e dalla Bergamasca. L’economia era basata soprattutto sull’industria serica. Si contavano infatti 32 filande. Un centro vivo e ‘grosso’ per l’epoca, che contava su ben tre parrocchie. Angelo Grandi nella sua ‘Descrizione’ così dipinge nel 1858 Soncino. «...Pulite è la più parte selciate sono le contrade da decenti case adorne, e la maggior contrada da un lato fiancheggiata da portici: ampia è la piazza del Castello...Per la pubblica igiene esiste qui un’opera d’ingegnosissimo lavoro, la cui invenzione si attribuisce ai due architetti Gabriele Belfanti e Mattia Boccacci, oriundi die questo borgo nel secolo XIII ed è un magnifico canale...».
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La curiosità
Soncino che era un comune con consiglio aveva le frazioni: Annunciata, Azzanelli od Azzoncelli, Belvedere, Bramani, Ca del Bosco, Casazza, Cascina Guasca, del Naviglio, di S. Maria e ella Vigna, Casello, Campagnola, Cavagno, Cazzolo, Colombara, Colombarolo, Colomboni, Convento, Corabino, Corbelli, Costa-Viola, Dossi, Fenile delle Mosche, Fontino, Gallignano, Grandoffio Superiore ed Inferiore, Isengo, Iesus, Le-Mose, Mancapane, Nosette, Nuova-Secca, Paradiso, Peluani, Preselvetta, Prevosta, Ripa-Ferraria, Salvamaggi, Sordella, S.Alessandro, S. Francesco, S. Gabriele, S. Lino, S. Maria, S. Michele, S. Pietro-Covi, S. Zeno, Val-Sordella e Villa Campagna o Campagnuola Superiore ed Inferiore. Il distretto aveva una superficie di pertiche 64.488; scudi 285.812, 4, 13. Comprendeva cinque parrocchie, tre nel borgo e due nel circondario territoriale, Gallignano ed Isengo.