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Distretto V. Piadena, dove resiste ancora il fascino rurale


di Fulvio Stumpo
Proseguiamo il viaggio negli otto distretti in cui era divisa la provincia di Cremona nel XIX secolo e con il quinto, quello di Piadena ci si addentra in pieno nella storia di Roma, in quella parte di territorio che dopo il capoluogo ha più evidenze della grandezza romana.


Ma non solo: da queste parti la campagna mantiene ancora un fascino rurale che resiste: Brol Pasino, Fossa Guazzona, Gattarolo Cappelino,, Torre degli Angiolini e de’ Malaberti, Ronca de’ Golferani, solo per citare qualche località, sono luoghi sospesi nel tempo, dove chiudendo gli occhi si vedono passare legioni romane, duchi longobardi, la contessa Matilde di Canossa e signori rinascimentali. Senza contare, e non è poco, che la campagna è ancora intatta. Del ‘Vdistretto’ Piadena era il capoluogo. Il territorio contava poco meno di 24mila abitanti e aveva un’estensione di 277mila pertiche. Le case censite erano 2454 e le famiglie che le abitavano poco più di 4500. Era frmato da 39 Comuni (alcuni, lo ricordiamo ‘con convocato’, infatti i consigli comunali erano solamente tre) e 10 frazioni.Erano operativi 78 insegnanti. A Piadena, 1469 abitanti, c’erano le scuole elementari, avevano studio due avvocati e un notaio, vi lavoravano due medici, una levatrice e poteva contare su una farmacia. Svolgevano un servizio regolare un ufficio postale, un servizio postale con cavalli, la ricevitoria del lotto, la Reale Gendarmeria, e c’era anche una caserma della guardia di finanza.


Ogni martedì a Piadena arrivava gente da tutto il circondario per il mercato. Erano famose le fabbriche di candele, di ‘cremor tartaro’ (un composto del potassio utilizzato nelle industrie alimentari, compresa quella enologica) rinomati erano i liquori della ditta Ponzoni. Sulla fondazione di Piadena i pareri sono discordi, e nel XIX secolo numerosi storici si accapigliavano asserendo che la cittadina fosse di fondazione bizantina (dell’esarca Plotino dal quale avrebbe preso il nome, teoria sostenuta anche dal figlio più celebre il Platina appunto). La ‘perla’ storica del Distretto era, e lo è ancora, Calvatone- Bedriacum, antico vico romano, posto sulla direttrice della Postumia, teatro della battaglia tra Ottone e Vitellio per la successione all’Impero. Ma da queste parti nacque uno dei primi insediamenti neolitici dell’umanità: gli uomini del Vho sono studiati da tutti gli esperti della preistoria del mondo. Nei primi decenni del 1000 queste terre erano feudi della ‘comitissa’ Matilde di Canossa, e ancora prima dei suoi genitori che con magnanimo atto nel 1019 ‘regalarano’ al vescovo di Cremona le pievi di San Maurizio e di Terzagni.

La curiosità