di Fulvio Stumpo
Dopo il I distretto, quello di Cremona e i suoi sobborghi, veniva il II distretto, quello di Sospiro. Contava 26 comuni, 38 frazioni e 70 villaggi (ma bisogna ricordare che tra i ‘comuni’ erano incluse le frazioni che spesso erano dei ‘convocati’). Il territorio era compreso appunto tra Sospiro e Cingia de’ Botti fino a Motta Baluffi, che attualmente fanno parte del territorio Casalasco.
Contava quasi 18mila abitanti, 3482 famiglie che abitavano in 1281 case. Il computo iniziava con Bonemerse, con il quale erano ‘contate’ Carettolo, Casazza, e Farisengo. Secondo lo storico Francesco Robolotti la chiesa parrocchiale era stata fondata dal grande vescovo medievale Sicardo (1195). Non esisteva ancora Stagno Lombardo, le fonti ottocentesche infatti elencano Forcello con Lagoscuro (riportato nelle cronache medievali per la famosa battaglia tra le milizie del vescovo Ubaldo e quella dei cittadini cremonesi), Straconcolo, Stagno Pagliaro, Brancere. Esisteva già Gerre de’ Caprioli con Gere degli Oppici, de’ Zaniboli, e Bosco (l’ex parmigiano che da frazione è ormai la parte più popolata del comune, ex possedimento del ducato di Parma passò poi, dopo una modifica del corso del Po a Cremona).
Già municipio era invece Pieve d’Olmi con le sue sei frazioni: Borlenga, Bardella, Cappellana, Gambina, Ca’ de’ Gatti e San Fiorano. Piccoli centri una volta assai fiorenti: ancora oggi se si visita ad esempio Ca’ de’ Gatti si notano le...vestigia di negozi, osterie e servizi. A San Fiorano era famoso, fino al 1600, il giardino degli Ariberti (famiglia patrizia, arrivata a Cremona nel Medioevo). Era sotto Parma anche San Daniele Po con le frazioni di Sommo con Porto e Santa Margherita. Da queste parti, secondo le cronache dell’epoca,mala vicenda non è chiarissima, esisteva un porto, anzi uno dei due porti di Cremona menzionati dalle cronache (si esclude fosse il famoso Vulpariolo). Il territorio era un feudo della famiglia Sommi. Era comune a se stante Isola Pescaroli con Solarolo Paganino (attualmente raggiungibile scavalcando la strada provinciale per Parma).
Erano inclusi nel distretto Motta Baluffi con Bellezza, Cingia de’ Botti e le loro attuali frazioni Vidiceto e Solarolo Monasterolo o de’ Maggi, famosa perchè fu parroco della chiesa Gerolamo Vida. A Motta esisteva un ospedale della famiglia Lupi. Esistevano poi una serie di piccoli comuni con ‘convocato’. Vale a dire Dosso de’ Frati, Cella Dati con Alfeo, Campagna, Castel Celana, Rabona, San Lorenzo Mondinari, Pugnolo e poi tutti quelli che adesso formano Deroreve. E poi c’era il capoluogo, Sospiro.