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Dalle fattorie di epoca romana affonda le sue radici l'attuale Stagno Lombardo


di Fulvio Stumpo
Stagno Lombardo non è mai esistito. Una provocazione, in realtà esiste ed è una delle realtà più vive del Cremonese. Piuttosto con questa denominazione, al contrario di decine di paesi cremonesi, non è mai esistito. Il nucleo centrale del Comune era Stagno Pagliaro, attorno a questo borgo ruotavano come tanti piccoli satelliti decine di frazioni (Cittadella, Filigeria, Colombare, Nuova Baroli, Maschera) e comuni con ‘convocato’ (Straconcolo, Forcello, dove nel 1647, durante le guerre di successione si massacrarono spagnoli e francesi, Brancere, che prima del 1800 era sotto il ducato di Parma). Nel 1859 tutte queste località vennero accorpate con il nome di ‘Stagno Lombardo’, ‘Lombardo’ per distinguerlo da ‘Stagno Parmigiano’. E fin qui la storia... burocratica del paese, quella vera è molto antica e complessa da ricostruire visto che i nomi delle località sono sparse nei documenti antichi. Innanzi tutto bisogna premettere che il territorio è uno dei più complessi dal punto di vista morfologico, caratterizzato soprattutto dalle divagazioni del Po (alcuni studiosi ritengono che fino a Stagno arrivasse perfino l’Adda e che Lagoscuro altro non fosse che uno...stagno del fiume, così come i bodri).

Molto probabilmente il borgo di Stagno si forma attorno alle fattorie romane che caratterizzavano la zona, condotte da coloni ed ex legionari, origini molto antiche dunque, attorno ai 2100 anni. Lo testimonierebbe la centuriazione romana (la suddivisione delle terre ai soldati-coloni), sia quella repubblicana sia quella del primo triunvirato (Cesare, Crasso e Pompeo). Le tracce più evidenti della centuriazione si trovano all’incrocio delle vie che portano a Farisengo, Straconcolo, Forcello. Ancora più incerta la storia del primo medioevo. Non è da escludere che facesse parte del ducato longobardo di Sexpilas (Sospiro). Ma a questo punto sembra però che il nucleo e i fatti principali del paese si spostino a Lago Scuro. La località infatti compare per la prima volta in un documento del 988 dove si tratta di una donazione di terre; in un altro del 1124 viene citato per una lunga serie di privilegi di dei vescovi; in una carta del 1187 viene chiamato Lacu Obscuro, mentre in un altro del 1270 vengono citate terre verso le torri di ‘Laci scuri’. Stagno viene citato in un documento del 1182 come ‘in laucu Stagni, ad Straconcole’ e si tratta dell’assegnazione del feudo al vescovo Offredo. Una carta del 1202 attesta che la ‘terra di Straconcolo’ è feudo dei Sommi e in un libro di 40 fogli del 1288 vengono elencate alcune proprietà tra le quali compare Straconcolo. Se durante il Medioevo non è certificato la presenza di un villaggio o di un paese specifico è anche vero che la torre del Lazzaretto che svetta nei campi conferma che la zona era molto abitata già ai tempi della grandi pestilenze, (1348, 1630).
 

La curiosità
L’abate Gerardo del monastero di San Lorenzo di Cremona è nella canonica di Lagoscuro, c’è nebbia e fa freddo, è il gennaio (o febbraio) del 1309. Un uomo forza la finestra al pianterreno, entra furtivamente nella stanza da letto dell’abate e lo uccide a coltellate. Poi fugge. Il cadavere viene ritrovato al mattino dai monaci che non avevano visto Gerardo al mattutino. Un delitto misterioso ma non troppo. La notizia arriva dalla campagna a Cremona, l’omicidio è sulla bocca di tutti e tutti sanno chi sono i mandanti: a mezza voce si fanno i nomi di Cinello Sommi, canonico della cattedrale e dei suoi due fratelli sacerdoti Spinello e Anselmo. L’abate Gerardo fu ucciso per una questione di terreni e di soldi dalla potente famiglia cremonese. I tre fratelli Sommi vengono convocati addirittura dal papa, Clemente V, per dare conto del loro operato. Non si sa come andò a finire l’udienza pontificia, ma Cinello, Spinello e Anselmo dovettero cavarsela con poco visto che ben presto ritornarono all’attacco delle terre di Lagoscuro.