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Dal ponte di barche al ponte di ferro


L’11 febbraio 1860 si legge su un verbale della Camera di Commercio che la stessa era sollecitata a dare «il suo appoggio morale ad una associazione da costituirsi per gettare un ponte di barche sul fiume Po di fronte a Cremona allo scopo di congiungere le due ripe». Una necessità, quella di un collegamento che andasse oltre il servizio dei traghettatori censiti numerosi nel 1700, dovuta al traffico di merci e persone sempre più frequente. Così il 14 aprile 1861 viene regolarmente iscritta nei registri camerali la ‘Società anonima del ponte su Po presso Cremona’, società che aveva lo scopo di promuovere la costruzione di un ponte di barche. La conclusione dei lavori avviene circa un anno dopo, quando, da quello che ora è largo Marinai d’Italia, viene creato un collegamento con Piacenza la cui lunghezza è di 960 metri che poggiano su 72 chiatte.

«La complicata questione della riscossione dei pedaggi—spiega Carla Almansi — viene gestita dalla Camera di Commercio» che registra poi una lunga discussione, solo 20 anni dopo, su dove ubicare un nuovo ponte in ferro e se costruire una sola struttura per ferrovia e veicoli oppure 2 separate. «Secondo il progetto governativo —scrive la curatrice della ricerca— il ponte avrebbe dovuto posizionarsi in un punto che oggi possiamo indicare fra le attuali Società canottieri Bissolati e la società canottieri Flora». Ma la Camera invece preme per un’altra soluzione, che risulterà vincente, l’ubicazione alla fine dello stradone del Passeggio al Po. Soluzione che consente un più rapido collegamento con la strada principale dei paesi piacentini. Di quest’opera, il ponte di ferro, si trova traccia anche nei registri delle ditte dove nel 1888 viene annoverata la società di due imprenditori francesi, Giuseppe Danzas e Aristide Jacob, impegnati in «costruzioni e lavorazioni in ferro sul ponte del Po presso Cremona». Solenne l’inaugurazione del ponte nel settembre del 1892: «i 560 alberi di viale Po — spiega Almansi — erano addobbati con un festone di lampade ». Ai festeggiamenti è presente l’allora ministro dei lavori pubblici, il cremonese, Francesco Genala.

Maria Chiara Gamba