Da un momento all’altro sembra che il ‘decapitato’ debba uscire da qualche porta laterale e svelare il suomistero. Ma la realtà è che l’alone di mistero sul corpo trovato in una tomba sotto la navata, con il cranio tra le gambe, rimane sempre più fitto. Diverse le ipotesi: decapitazione, testa rimossa dopo la sepoltura o molto tempo dopo, e infine l’ipotesi che la testa trovata staccata dal corpo non sia quella dello scheletro.
Una storia che arricchisce di fascino la Senigola, questo piccolo santuario di campagna, una chiesa antichissima, che risale all’VIII secolo, ma che affonda le radici su un villa romana del I secolo dopo Cristo. La Senigola, non è in perfette condizioni nonostante gli sforzi dei volontari e del don: i muri esterni sono sberciati, ma ciò che fa più effetto è l’interno. Sulla destra dell’altare maggiore la tomba in laterizio, rara e misteriosa. Dove sorge adesso la Senigola esisteva una villa di campagna romana (il territorio di Pescarolo era stato sottoposto alla centuriazione, la suddivisione dei terreni in quadrati di 700 metri di lato). Alcuni resti della costruzione sono inglobati nel santuario e messi in evidenza sotto una lastra di vetro, si vedono mura e un vecchio mosaico. Le prime testimonianze della chiesa cristiana si hanno intorno al VIII secolo dopo Cristo, la costruzione viene ingrandita nel corso dell’XI e XII secolo. Si venera l’Annunciazione di Maria, il quadro è oggi conservato nella parrocchiale di Pescarolo. La chiesa è stata sottoposta a diversi interventi fino al XVIII secolo, per essere sottoposta qualche anno fa agli scavi della Soprintendenza. E durante uno di questi ecco il mistero. Viene trovata una tomba, con la bara realizzata in mattoni. Dentro c’è uno scheletro, perfettamente composto ma con una particolarità: la testa è tosta all’altezza dell’inguine, tra le gambe. In un primo tempo si pensa a un decapitato,ma dopo un’attenta disamina dello scheletro si scopre che il cranio è stato posto in quella posizione dopo che il corpo si era già decomposto. Secondo alcuni esperti potrebbe trattarsi di qualche antico rito di inumazione il cui significato è andato perduto. Non si è perso invece il fascino di questa storia, che aleggia sulla chiesa,ma non incombe. Ciò che incombe invece è il senso di abbandono in cui è tenuto questo gioiello della Bassa.
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