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Cava Tigozzi, comune soppresso


di Fulvio Stumpo
Alcuni reperti ritrovati sul sito della stazione ferroviaria indicano che a Cava Tigozzi c’era un insediamento romano, anche non sono state rinvenute tracce delle centuriazioni. Sono stati ritrovati pezzi di ceramica, un mattone (antefissa) con in rilievo una pianta, un pezzo di anfora e un tappo, alcune monete ed elementi di un telaio. Pochi reperti, ma sufficienti per poter affermare che Cava Tigozzi (per il nome vedi il box) ha una lunga e antica storia, che spesso si sviluppa attorno all’antico monastero cistercensi di Santa Maria. In effetti nei documenti medievali la ‘Cava’ è citata più volte (cinque per l’esattezza) e sempre per questioni relative al luogo sacro. Nel 1233 una carta il podestà di Soncino scrive all’abate del monastero.

In una bolla del 1237 papa Gregorio IX comunica all’abate che sono revocate le scomuniche contro il monastero della Pipia di Cremona; in un rogito del 1268 invece si tratta di una serie di alienazioni e di terreni; così come in un altro documento del 1313 vengono citate terre del ‘Marasco’; infine in un’altra carta del 1316 si tratta di gabelle e di acque del Naviglio. Come già detto la storia di Cava si snoda parallela al monastero, poi verrà soppresso nel 1782, durante l’epoca napoleonica, che sorge su un piano rialzato dalla pianura, ma altre zone del paese sorgono in...altura. Rialzi e avvallamenti creati dal Po, che un tempo scorreva molto più vicino all’abitato. Tanto che un documento del 1879 firmato da Umberto I concede agli alluvionati di Cava, era esondato il Po, finanziamenti per affrontare l’emergenza. Nel XVI e nel XVII secolo il paese fu teatro di due episodi: nel 1514 alcuni cremaschi che si erano rifugiati a Cava per sfuggire alla peste a ai nemici (i soldati dell’Impero asburgico) furono catturati e presi prigionieri; nel 1648 invece il duca di Modena, uno dei protagonisti delle micidiali guerre d’Italia, combattute per successioni e cambi di alleanze continue tra tutti gli stati europei continentali, si accampò tra Cava e Casanova del Morbasco.

Nel XIX secolo Cava Tigozzi o Ticozzi è un comune con convocato, fa parte del distretto di Pizzighettone e ha anche delle frazioni: Bazzini, Fermi, Fiorani, Grecche, Gattori, Isola Guerci, Livello, Mazzolare, Passivano, Pighi e Saltarelli. Conta 690 abitanti e i servizi sono garantiti da un medico (impiegato del Comune), da un veterinario e dalle scuole elementari. Dopo l’Unità d’Italia, nel 1867, il Comune viene accorpato a quello del Due Miglia, sarà una delle principali località del municipio che poi verrà soppresso, e accorpato a Cremona nel 1921.

 Secondo il sacerdote Angelo Grandi, studioso e attento conoscitore del territorio, o meglio di tutta la diocesi, il nome di ‘Cava’ deriva dai depositi di sabbia lasciati dal ritiro del Po e dalle escavazioni del Morbasco. La sabbia era così abbondante che esisteva più di una cava. Inoltre alcuni studiosi suppongono che la conformazione del terreno della Cava derivi anche dalla presenza delle acque del Lago Gerundo che si estendeva fino alle porte della città. Poi, ma il sacerdote questo non lo spiega con dovizia di particolari al nome ‘Cava’ si aggiunge, forse nel XVI secolo, il cognome della famiglia (non si esclude di origine veneta) Ticozzi, trasformata poi in Tigozzi. In effetti nei documenti medievali che riguardano la frazione il nome ‘Tigozzi’ non compare mai, la località è sempre citata con il nome ‘Cava’, a volte anche in minuscolo. Oggi la frazione di Cremona conta quasi 2000 abitant

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