sab 12 maggio 2012


Testi di Piera Lanzi Dacquati
‘Ntàant che scrìivi de Pòo mè vegnìida a la mèent ‘na stòoria de pütéi. L’è mìia pròpia de Cremùna, ma quàazi. L’è de Munzèei, Monticelli d’Ongina, ma püsè vesìin a nuàalter, pechè la pàarla de Pòo.... L’ò tiràada fóora da ‘n libretéen de Marta Raffinetti e Giovanni Maggi. Un giorno di qualche decennio fa, un uomo che si chiamava Agostino stava pescando in riva al Po col bilancino, quando un magnifico luccio saltò fuori dell’acqua gridando aiuto. Proprio così, ogni volta che emergeva, chiedeva aiuto usando lo stesso linguaggio degli uomini. Agostino, al quale mai era successo di soffrire di allucinazioni, ci restò di sasso e si fece un rapido esame di coscienza, passando in rassegna tutto ciò che aveva mangiato e bevuto a mezzogiorno, ma non trovò nulla che giustificasse quella visione straordinaria. Chiuse gli occhi e respirò a fondo, tuttavia, quando li riaprì, il luccio era sempre là che saltava e supplicava con voce soffocata. «Per la miseria, che storia è questa? - borbottò....


 



Tradizioni: i giorni della merla